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Stop ai "pubblicistifici" e ai falsi compensi l'Ordine informa la Guardia di Finanza

14 apr 2017

Emergono con sempre maggiore frequenza, dall'esame delle domande di iscrizione all'Elenco Pubblicisti,  attestazioni e documenti "sospetti" circa i compensi percepiti dagli aspiranti , elemento essenziale per ottenere l'iscrizione.

Emergono con sempre maggiore frequenza, dall'esame delle domande di iscrizione all'Elenco Pubblicisti,  attestazioni e documenti "sospetti" circa i compensi percepiti dagli aspiranti , elemento essenziale per ottenere l'iscrizione.

In varie occasioni il Consiglio  ha rilevato evidenti incongruenze che potrebbero nascondere domande costruite "a tavolino" e in qualche caso, approfondendo talune situazioni, è emersa la prova di compensi mai pagati, attestati con false dichiarazioni fiscali e ritenute d'acconto spesso rimborsate dagli stessi aspiranti alla proprietà delle testate compiacenti.

In altri casi a suscitare dubbi è l'abnorme quantità di richieste di iscrizioni di pubblicisti (con relative attestazioni di pagamento) da parte di testate di  modestissime dimensioni  e con scarse risorse economiche.

E' superfluo ricordare che simili comportamenti, oltre a comportare pesanti responsabilità disciplinari per i direttori che certificano la retribuzione del lavoro giornalistico, costituiscono illecito penale.

Il Consiglio dell'Ordine ha da tempo approfondito gli accertamenti sulla materia, raccogliendo in qualche caso prove inconfutabili di tentativi di raggiro come quelli descritti. Si diffida pertanto chiunque dal porre in atto simili comportamenti, che saranno d'ora in avanti puntualmente denunciati ai Comandi della Guardia di Finanza oltre che, per i direttori, al Consiglio territoriale di disciplina.

Lo stesso vale per gli pseudo-corsi di giornalismo che promettono, dietro pagamento di forti somme di denaro, la possibilità di pubblicare articoli su varie testate per poi ottenere l'iscrizione all'Albo.

Si ricorda infine che il Consiglio dell'Ordine, dal mese di gennaio scorso,  ha deliberato di elevare  compenso minimo per ottenere l'iscrizione nell'elenco pubblicisti a 2.000 euro lordi nel biennio.